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Che mondo sarebbe senza Montella
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La "classica" parolaccia romana: li mortacci tua che assume contrastanti significati a seconda del tono, delle sembianze facciali e corporali che ne accompagnano l'espressione: può infatti significare, se accompagnata da un viso che manifesta meraviglia, sentimenti positivi di ammirazione, sorpresa e compiacimento per un evento fortunato o straordinario («Li mortacci tua, ma quanto hai vinto?»); oppure, con un viso ilare, gioia ed affetto per un incontro inaspettato e gradito («Li mortacci tua, ma 'ndo se' stato finora?»); oppure ancora comunicare sentimenti sia negativi che neutri: con un viso dall'aspetto contrariato o sconsolato , con un tono della voce alterato o sommesso , può rivelare, nello stesso tempo, rabbia o desolazione («Li mortacci tua, ma c'hai fatto?»).
Si può spesso sentire esclamare un generico Li mortacci! o anche solo mortacci!, all'occorrenza di un qualcosa di improvviso e repentino (es: un oggetto che cade dalle mani e subito si rompe, un rumore forte inaspettato). Questo a prova del fatto che quest'espressione è ormai entrata nella gamma delle esclamazioni, e non è avvertibile il significato letterale (l'offesa ai defunti).
In tutti questi casi la parolaccia diviene ininfluente, non è offensiva ma è un rafforzativo, l'equivalente di un punto esclamativo, alle parole che seguono all'invettiva: tant'è vero che può essere rivolta anche a se stessi («Li mortacci mia, quant'ho magnato!»).
La stessa parolaccia può significare stati d'animo del tutto negativi, come rancore, odio o dolore, se accompagnata da un aspetto del viso adeguato ma in tutti i casi citati, la parolaccia non è rivolta tanto ad offendere gli antenati defunti del soggetto a cui è indirizzata - offesa di cui forse questi potrebbe anche non risentirsene - quanto usata come locuzione generica rivolta alla persona stessa: nel senso che può essere indirizzata anche verso chi, magari per la giovane età, non ha defunti di cui onorare la memoria.
La consistenza "materiale" della parolaccia, il contenuto stesso infamante sparisce, diviene "metafisico", di fronte agli stati d'animo con cui viene pronunciata, e sono questi solo veramente reali.
Il sicuro contenuto offensivo, nella sua concretezza, si propone invece nella forma enfatica della parolaccia stessa: «L'anima de li mejo mortacci tua», dove il riferimento insultante è in quel riferimento "spirituale" all'anima e nella specificità dell'indirizzo ingiurioso rivolto, non ai generici parenti defunti, ma a li mejo, ai più vicini e ai più cari.
Di Admin (del 18/06/2009 @ 16:23:51, in varie, linkato 70 volte)
I contratti sono tre e ormai pronti. Unoper il marchio e gli altri due rispettivamente per impianti sportivi e società. La cordata svizzera costituita dall’agente Fifa Vinicio Fioranelli e da Volker Flick per rilevare la As Roma insisterebbe per chiudere l’operazione. I rumor intorno al destino del club giallorosso si susseguono da settimane (il titolo ha ripreso a correre crescendo da 0,58 a oltre 1 euro) ma, malgrado i sondaggi esplorativi di Mediobanca per valutare ipotesi alternative come la pista libica o l’industriale farmaceutico Angelini, la famiglia Sensi è ancora in sella. Un apparente stallo che avrebbe spinto gli aspiranti acquirenti svizzero tedeschi (coadiuvati dall’avvocato Nicola Irti) a valutare una nuova strada. Tutto ruota intorno alla credibilità dell’offerta di Flick e Fioranelli: la soluzione sarebbe effettuare prima un deposito presso Spafid, la fiduciaria di Mediobanca per 201 milioni di euro e, poi, tornare a negoziare gli ultimi dettagli. All’avverarsi delle condizioni (firma del preliminare, chiusura della due diligence e obblighi di notifica all’antitrust) i soldi passerebbero direttamente ai Sensi. Un meccanismo che ricorda un po’ l’elementare regola «pagare moneta, vedere cammello», che aiuterebbe però a sbloccare l’impasse degli ultimi giorni e convincere definitivamente sia Mediobanca sia la famiglia Sensi circa la reale solvibilità dei compratori. Nel caso di esito positivo, Fioranelli e Flick dovranno poi lanciare un’opa. Operazione che aggiunta, ai 140 milioni, di investimenti per arricchire la rosa del club nel prossimo quadriennio porta a circa 500 milioni il costo complessivo dell’operazione.
Di Admin (del 17/06/2009 @ 17:11:11, in varie, linkato 52 volte)
“A brevissimo ci sarà l’annuncio della cessione da parte della Roma. Sarà proprio la Roma a darlo e non il gruppo di Fioranelli. Ribadisco che 20 giorni fa questi signori sono giunti alla conclusione della trattativa con la famiglia Sensi. Potrebbero esserci degli altri elementi, ma il rapporto tra chi voleva comprare e chi voleva vendere si è concluso da tempo. Non sarebbe successo, altrimenti, che ci fossero dei comunicati da parte della Roma che annunciavano Fioranelli e la presentazione delle garanzie. La Roma ad un certo punto ha sentito il bisogno, per dialogare con Unicredit, di farsi supportare da Mediobanca, nella figura di Geronzi che da cinquant'anni si occupa di queste cose. Per quanto riguarda le garanzie, le persone del fondo hanno avuto credibilità per chi ha venduto, e credo che questa sia la cosa più importante. Chi ha acquistato ha voglia di farsi volere bene e lo fa solo attraverso i risultati, la chiarezza e la serietà, cose richieste poi anche da Spalletti recentemente. Se stanno impiegando parecchio tempo è perchè non si sta comprando un immobile, ma un’azienda. Chi acquista, logicamente vuole sapere vita morte e miracoli, perchè potrebbe accadere che dopo un paio d’anni possono accadere delle cose. Comunque la notizia non è la data, ma che l’era Sensi è finita. Questi signori sono nel mondo del calcio da anni e vogliono fare una grande Roma, altrimenti avrebbero acquistato il Siena se avessero voluto lottare per non retrocedere. Se avessero chiuso giorni fa, alcuni giocatori avrebbero vestito la maglia della Roma. Non c’è una causa che io devo vincere, se avessi altre notizie e le verificassi, le direi. Quando non ci sono notizie e devi darne tutti i giorni, si dicono delle stupidaggini e diventa vera qualunque cosa, come che le garanzie non sono state accettate dalla banca. Non mi risulta che non sia stata dichiarata la provenienza dei fondi".
in questo periodo nel mercato internazionale si sono mossi: cristiano ronaldo, kaka, milito, acquafresca, forse ibraimovic, forse maicon, villa, tevez, cruz, crespo. nel frattempo da circa due mesi la roma sta cercando di chiudere un affare ancora più grosso: portare il galactico guberti a roma. ancora da definire i dettagli di un contratto da colossal. la samp si affaccia e fa da terzo incomodo. intanto il forte esposito viene preso da un club disposto a spendere cifre alla florentino, e cioè il bari.
che tristezza.
Sulla stagione difficile della Roma: "Le responsabilità sono di tutti, ognuno di noi ha una compartecipazione nel mancato raggiungimento dei nostri obiettivi di squadra. Premesso questo, devo dire che poi ci sono state anche concomitanze sfortunate, come i tanti infortuni che abbiamo patito nel corso di tutto l’anno. La cosa importante è dimostrare di essere da Roma perché, e non lo dico per retorica o per far contenti i tifosi, bisogna sempre onorare al meglio la maglia che indossiamo: in questo senso concludere in modo dignitoso questa stagione sfortunata raggiungendo il traguardo dell’Europa League è stato un bel segnale".
Di Admin (del 05/06/2009 @ 10:48:31, in Luciano, linkato 110 volte)
dal corriere.it
Da oggi ci saranno cento ricostruzioni, mille sussurri e diecimila retroscena. Il fatto è uno solo: Luciano Spalletti rimane alla Roma. Nessuno può credere che l’incontro di giovedì, a villa Pacelli, tra Rosella Sensi e Luciano Spalletti, sia stato una questione di tè e pasticcini. I contatti della Juve con il tecnico ci sono stati, anche se negli ultimissimi giorni si erano diradati. Sia da parte di Spalletti che da parte di Rosella Sensi c’erano dei sassolini che dovevano essere tolti dalle scarpe. E così è stato. In un momento molto difficile, con la società sballottata dai debiti della sua controllante Italpetroli, Rosella Sensi ha comunque ottenuto una vittoria: ha trattenuto il suo allenatore, quello che volevano i giocatori e la stragrande maggioranza dei tifosi. Non è andata incontro a un crollo di immagine. Se Spalletti fosse andato alla Juventus, o avesse scelto per un anno sabbatico, rinunciando ai due milioni netti a stagione del suo contratto fino al 2011, sarebbe sembrato il capitano che abbandona la nave che affonda. La permanenza di Spalletti è, per la Roma, il migliore tra gli scenari possibili. Su quattro stagioni ne ha «bucata» soltanto una, purtroppo l’ultima, quella che è negli occhi di tutti. I numeri parlano chiaro: in quattro campionati (152 partite) ha vinto 83 partite, ben più del 50%. Ha commesso, insieme al suo staff e con l’attiva collaborazione della società, tanti errori negli ultimi mesi: lunghissime vacanze ai giocatori, ritiro a Trigoria, gestione degli infortunati, ostinazione nel mantenere il 4-2-3-1 anche se gli esterni di centrocampo non erano più «da corsa ». Proprio per questo, però, sa dove mettere le mani per riparare la macchina guasta. Quali garanzie può avere ottenuto dall’incontro con la Sensi? I soldi in cassa per il mercato sono pochi: si dovrà lavorare con fantasia e con il minimo margine di errore. Però non ci saranno, da parte della dirigenza, toni trionfalistici nel presentare la stagione: nessuno dirà che la Roma è la vera rivale dell’Inter per la conquista dello scudetto. È questa la chiarezza che Spalletti ha chiesto e ottenuto. Luciano Spalletti, che un anno fa aveva incontrato i dirigenti del Chelsea e che adesso ha solo sfiorato la Juventus, ha perduto su tutta la linea? No. Per due motivi. Il primo è che nessun allenatore che può allenate Totti, De Rossi, Mexès, Juan e Pizarro può dirsi sfortunato. Tanto meno se può contare sul supporto di un pubblico come quello romanista. Il secondo è che la squadra è dalla sua parte, come gli hanno assicurato Francesco Totti e Daniele De Rossi, nel faccia a faccia, prima di Roma-Torino, ultima partita della travagliata stagione giallorossa. «Giocare per l’allenatore» è uno dei tanti luoghi comuni del calcio. Però Spalletti ha seminato bene, in queste quattro stagioni, e perciò raccoglierà. Tutte le parti della telenovela hanno detto di agire sempre per il «bene della Roma». Ora è il momento di dimostrarlo con i fatti. Ognuno nelle sue competenze. E quessta sarà un’altra novità per l’anno che viene: non più lo Spalletti tuttologo, che si sentiva a volte davanti al plotone di esecuzione dei mass media, ma lo Spalletti solo allenatore. Per ritornare a un concetto a lui caro: la normalità.
L'articolo integrale di Milano Finanza: Soros voleva davvero la Roma
Difficile prevedere come finirà la trattativa tra la cordata capeggiata dalla Fio Sports Group di Vinicio Fioranelli e la famiglia Sensi, principale azionista, attraverso Italpetroli, della As Roma. Il presidente e amministratore delegato della club giallorosso, Rosella Sensi, come è noto, non vorrebbe passare la mano, ma per la prima volta da quando hanno cominciato a farsi avanti gruppi internazionali per proporsi come acquirenti, la società ha ammesso che sono in corso colloqui ed incontri. ... leggi(read)...
pubblichiamo, ripreso da romanews.eu, il contenuto della lettera inviata da Vinicio Fioranelli alla AS Roma S.p.A. "La FIO Sports Group AG, rappresentata dal suo presidente, Vinicio Fioranelli, e per conto di Volker Flick, conferma il proprio interesse a rilevare la quota di maggioranza di As Roma. Considerando la tradizione, dei tifosi e degli azionisti del club, la FIO ribadisce il suo pieno impegno, tuttora in corso, per il miglior esito della trattativa. Perciò, sta facendo le valutazioni finali con lo scopo di consegnarvi il prima possibile tutti i documenti pertinenti"
ora non sappiamo molto di economia e finanza ma qui sembra dire "si ve se volemo comprà" ora c'è da vedere se sono sufficientemente virtuosi sti compratori (leggi se cacciano abbastanza soldi) perchè la famiglia Sensi non lascerebbe mai la Roma in mani poco virtuose. Intanto tra un virtuosismo e n'antro la rometta strappa una vittoria all'ultimo e tiene vive le ultime speranze di uefa (o europe league come la vogliono chiama ... ) aspettando domenica: ultima partita di pallone di paolo maldini in casa e che QUINDI ci faranno vincere a mani basse presumo .... vabbe. sul sito di cuoredicalcio continuano a dire che "oggi ci potrebbe essere l'annuncio della vendita" peccato che c'è scritto da na mesata. un po come nelle osterie "oggi non si fa credito, domani si".
baffo
Di Admin (del 14/05/2009 @ 11:22:21, in varie, linkato 126 volte)
I comunicati stampa e le interviste sul canale ufficiale della società, Roma Channel. La presidentessa Rosella Sensi torna a parlare, anche se con un contradditorio di sua scelta, interpretando alcuni dei nodi del futuro giallorosso che lasciano inquieti i tifosi. I programmi: «A me non piace fare chiacchiere, preferisco parlare con i fatti. Sento la necessità di parlare per fare chiarezza. Vorrei rassicurare i tifosi: la Roma c'è e sta lavorando». Il prossimo mercato: «I tifosi devono pensare che la squadra c'è e che, forse, il prossimo anno potremo avere a disposizione tutta la rosa ed essere competitivi. Sicuramente il mercato si farà, ma non va annunciato prima. Fanno così anche le altre squadre. Fare mercato significa che la Roma lavorerà con i giovani e con i campioni. Quello che ci ha consentito di arrivare secondi per tre anni consecutivi». Lo stadio: «Il sindaco Alemanno ci ha offerto questa grandissima opportunità, per la quale stiamo lavorando. Vorrei dire al più presto quale stadio e dove sarà realizzato, ma posso già assicurare che questo sarà lo stadio dei tifosi romanisti. Inoltre, vorrei ricordare che l'argomento stadio non è nuovo: il presidente Franco Sensi ne parlava molto spesso dieci anni fa». Il rapporto con Spalletti: «Non vorrei più parlarne, perché l'ho già fatto con molta chiarezza (dicendo che c'è un contratto fino al 2011 e che potrebbe anche essere prolungato; n.d.r.). È giusto che l'allenatore venga a chiedere un colloquio con la proprietà per fare il bilancio della stagione. Ma più che sottolineare tutti questi aspetti, apprezzerei il lavoro fatto da lui e le gioie che ci ha dato in questi ultimi anni». Il calcio indebitato: «Una fonte autorevole come il Sole 24 Ore presenta una prospettiva calcistica molto preoccupante. Per questo l'esempio della Roma è un esempio virtuoso. Attraverso il meccanismo dell'autofinanziamento siamo riusciti ad arrivare ad altissimi livelli. Anziché criticare, bisognerebbe elogiare la Roma per quello che ha fatto negli ultimi anni». Al prossimo comunicato. O alla prossima intervista «in casa».
Vinicio Fioranelli e Volker Flick sono arrivati nella capitale, con lo scopo di prendere la Roma per conto della famigerata cordata svizzero-tedesca. La novità che portano i due personaggi nella complessa trattativa dell'acquisizione del pacchetto di maggioranza della Roma è la garanzia bancaria sui soldi che la cordata è intenzionata a versare. Questo fatto potrebbe causare un'accelerata decisiva ai tempi della trattativa, che in questi ultimi tempi si sta arricchendo di nuovi personaggi intenzionati a rilevare la squadra capitolina. Si tratta dell'imprenditore Francesco Angelini, del gruppo Mezzaroma e di Edoardo Clatagirone, gli ultimi due interessati più che altro alla costruzione dello stadio di proprietà. La comparsa di questi nuovi soggetti ha infastidito non poco la cordata svizzera, che da mesi sta portando avanti la scalata al pacchetto di maggioranza giallorosso, il quale la famiglia Sensi non ha alcuna intenzione di cedere. Ma la banca Unicredit, che è creditrice dei Sensi di oltre 270 milioni di Euro, potrebbe dire la sua se si palesasse un'offerta ritenuta congrua. Una persona che ha fatto sentire chiara la sua volontà è stata Francesco Angelini, alla ricerca di una joint-venture per acquisire il cinquanta percento della Roma. Che sia possibile un'alleanza tra Angelini stesso e la famiglia Caltagirone per rilevare la società? Chissà. Fioranelli e soci rimangono comunque in vantaggio.
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